TRS (Tele Radio Sicilia) nasce come radio libera
nel Febbraio 1976. Trasmette dagli studi di Via
Nomentana sull'onda del grande momento di libertà di quel periodo.Nonostante le difficoltà create dalle autorità dell'epoca, per problemi legati alla mancanza di una regolamentazione dell'uso delle frequenze radio, l'etere cominciava ad appartenere un po' a tutti e non solo alla RAI, che ha mantenuto questa egemonia fino a quando, proprio nel '76, la sentenza della Suprema Corte ha sancito "il diritto di comunicare in modo diretto ed economico il proprio pensiero" (art. 21 della Costituzione).
Questo slancio di libertà dava la possibilità al prof. Vincenzo Pinto (il proprietario) di far nascere questa radio per diffondere la cultura del Mezzogiorno d'Italia, attraverso la musica folkloristica. Una cultura popolare che era andata dispersa in quanto non considerata tale e che, essendo basata su una tradizione prevalentemente orale, non era facilmente reperibile. Difatti spesso ci si doveva recare in Sicilia per registrare dal vivo i musicisti.
Lo "stile comunicativo", che per primo Vincenzo Pinto ha utilizzato, non era solo improntato sulla programmazione folk ma anche su un'attenta denuncia giornalistica rispetto ai problemi che il Mezzogiorno ha sempre avuto.
Finalmente nell'etere si portava avanti un discorso culturale e
si ergeva una voce a difesa del Sud dimenticato.
La sincerità d'intenti ha favorito la crescita del numero degli
ascoltatori, tenendo in considerazione che all'epoca la radio
copriva oltre il Lazio, buona parte del sud Italia.
Difatti, grazie ai ripetitori a 1300 mt. di altezza, con
16 antenne, 32 dipoli e trasmettitori ITELCO allo stato solido di
gruppi di 4000 Watt, grazie alla supervisione del prof. Eugenio
Fumi e collaboratori del CNEN (oggi ENEA) e non essendoci affollamento
nell'etere, come invece c'è oggi, era possibile raggiungere le isole
(Sardegna, Sicilia, Favignana, Ustica) ed arrivare persino sulla costa
del Marocco. Questa diffusione era permessa dalle trasmissioni attraverso
la stratosfera e successivamente attraverso il "sistema
troposferico" (chiamato anche il "satellite dei poveri").
Negli studi di trasmissione c'erano apparecchiature ITELCO compreso
il decodificatore stereo, 4 piatti THORENS collegati ad un mixer
a 16 canali stereo, 4 microfoni SHURE, 3 registratori per cassette a
nastro e 4 REVOX a bobina.
All'inizio dell'avventura radiofonica, collaboravano una decina di amici.
I programmi con più alto gradimento erano: "Folklore" di Vincenzo Pinto,
"Il Teatro delle Maschere di Cera" di Emanuele Toti Pinto
(programma di Rock, Progressive, Blues e Jazz) ed il programma
di Franco Polìstena "Ricordi" con musica popolare dagli anni '10
agli anni '40. A quell'epoca in questi studi si respirava un'aria
di creatività e di libertà che faceva sentire tutti dei pionieri,
che dava la voglia di fare e di lavorare senza percepire la fatica,
grazie anche al grande consenso degli ascoltatori.
Le prime difficoltà per TRS sono coincise con le elezioni nazionali del 1979.
Attraverso il suo programma, il prof. Vincenzo Pinto (apolitico
e apartitico) riuscì a condizionare le elezioni di quell'anno.
Consigliò ai suoi ascoltatori di non votare per i grandi partiti
quali DC e PCI che all'epoca avevano troppo potere e non garantivano una
democrazia piena ma di votare altri partiti, di qualsiasi tendenza
politica, pur criticando l'incoerenza di alcuni, tra i quali il partito
Radicale. Ciò è documentato nel giormale l'UNITA' del 9 giugno
1979 (vedi "Elezioni e Radiotelevisione"- Pacini, Vergani- ed. Anti p.149).
Il risultato elettorale non fu gradito ai partiti PCI
e DC. E' risaputo che in Italia se un "media" non si fa portavoce
di un gruppo politico può avere varie difficoltà…
Nonostante il suo interesse rivolto al sociale, il prof. Pinto
rimane uno scultore e artista, definito all'epoca dai suoi ascoltatori
"il gattopardo dell'etere" che, grazie anche al suo innato carisma
comunicativo e come proprietario di un'emittente ha voluto denunciare
le ingiustizie sociali senza mai scendere a patti col potere dei partiti,
lottando da sempre per il benessere del Sud.
Il sistema di "trasmissione troposferica" permetteva di estendere la
capacità del segnale fino a coprire la sponda nordafricana del
Mediterraneo; grazie ad essa 26 paesi arabi hanno potuto iniziare
una collaborazione dal 1984 fino al 1988. Questo ha fornito a
Tele Radio Sicilia un'impronta d'internazionalità e ha
consentito di ampliare l'ideale che il suo fondatore ha sempre
portato avanti e cioè far riscoprire nella sua complessità ed
interezza l'origine della cultura folkloristica siciliana e le
sue "contaminazioni" con la cultura musicale araba, dimenticate nelle
pieghe della storia. Questo scambio culturale e musicale ha permesso
all'epoca di approfondire le tradizioni dei popoli del bacino del
Mediterraneo, così da rendere unica nel suo genere Tele Radio Sicilia.
L'esperienza di questa collaborazione portò il "professore" a manifestare
nel 1989 la sua preoccupazione agli ascoltatori, dimostrando così la sua
lungimiranza giornalistico-profetica che oggi la storia (ahimè) ci
conferma: il suo messaggio era che al 'crollo' non graduale
dell'U.R.S.S e dei suoi ideali politici, il conseguente vuoto ideologico
avrebbe favorito lo sviluppo dell'estremismo islamico.
Tele Radio Sicilia è stata considerata capo-scuola di successive radio
private, le quali hanno preso spunto ed ispirazione (come ad es.
Kiss, Kiss Radio-Napoli, Radio Chat Noir di Roma ed alcune emittenti
rock), delle volte copiando addirittura il palinsesto. Degno di nota
è che fin dalla sua nascita questa radio fu la prima emittente
folk italiana che prevedeva nelle sue programmazioni anche un settore di
musica Rock, Progressive, Jazz e Blues ad altissimi livelli curato,
dal figlio di Vincenzo Pinto, Emanuele Toti Pinto (direttore artistico dell'epoca).
Dalla sua nascita, l'elevata qualità della sua programmazione musicale
e il grande senso sociale-umanitario del prof. Vincenzo Pinto
hanno conferito all'emittente il merito di rappresentare vari
fenomeni culturali attraverso il mezzo radiofonico,
facendola diventare un fenomeno di massa.
TRS (The Radio Station), l'evoluzione ideologica e culturale di
Tele Radio Sicilia, ha ottenuto la concessione governativa dopo molti
anni con problemi di gravi interferenze a suo danno - a tutt'oggi
persistenti - causati da Radio Radicale (che occupa abusivamente la
frequenza fm 102.4), che hanno determinato una complessa controversia
legale che il prof. Pinto definisce "una forma di mafia politica"
(7 cause penali vinte, 4 dissequestri, sentenze T.A.R. e Consiglio di
Stato, nomina giudice ad acta per esecuzione delle sentenze e cause pendenti
di risarcimento danni).
Forte di un'esperienza trentennale in campo radiofonico il
"professore", dopo essersi ritirato, riprende a trasmettere all'età
di 80 anni per continuare a promuovere la cultura del Meridione
d'Italia e per denunciare i soprusi legali a danno della radio
(una radio libera!). Nel 2002 ritorna la direzione artistica del
figlio, Emanuele Toti Pinto, esperto musicista e musicologo,
con una trentennale esperienza radiofonica, che conferisce all'emittente
una forte impronta culturale, con l'intento di dare sia ai brani che
hanno fatto la storia della musica sia alle più attuali proposte
discografiche una nuova centralità nella programmazione radiofonica.
TRS The Radio Station si propone infatti come un'entusiasmante
"Esibizione Permanente della Musica del '900". Sulla frequenza dei
102.3 viaggiano insieme: canzoni popolari italiane ed internazionali
dagli anni '20 ad oggi, pezzi di rock che ormai si definisce
"classico" (Led Zeppelin, Who, Jimi Hendrix, Pink Floyd,
Cream etc.), la poesia del cinema italiano (Totò, Troisi,
Sordi, Gassman, De Sica..), le colonne sonore dei cartoni animati
degli anni '80, le nuove tendenze musicali, la canzone d'autore
italiana (Battiato, De Gregori, Battisti, Paoli, De Andrè, Gaber, etc.),
la musica folk, con particolare attenzione al folk siciliano, il beat italiano
degli anni '60 (Caterina Caselli, Nomadi, Rokes, etc), la magia creativa del
jazz e del blues dai primi anni del '900 ai nostri giorni, le
sorprendenti sollecitazioni della musica progressive italiana ed
internazionale dal '60 al 2006 (siamo stati fra i primi a rilanciare
nell'etere questo interessante genere musicale – che attualmente sta
suscitando molto interesse tra i giovani e meno giovani – mandando in onda
dischi rari o introvabili).
La fascia d'ascolto di TRS The Radio Station copre ogni età, dai
quindicenni in cerca di nuove intuizioni e sorprese musicali,
agli ultra-sessantenni che ritrovano nei brani mandati in onda
emozioni, ricordi, memoria.
Il nostro motto infatti è "TRS, la radio che unisce le generazioni".
Tutt'oggi, dopo svariati anni dall'inizio della programmazione, possiamo affermare con orgoglio che il pubblico gradisce e condivide la scelta di TRS The Radio Station di investire sulla cultura, come attestano gli innumerevoli sms ed e-mail ricevute, testimonianza del dialogo diretto e quotidiano che la redazione ha intrapreso con i suoi ascoltatori, fonte per noi di grande entusiasmo e stimolo.