ESSERE O NON ESSERE? - 30 gennaio 2012
Per molto tempo abbiamo ragionato su cosa e soprattutto "sul come" comunicare alcune delle nostre ricerche teologico-scientifiche.
Il nostro interesse principale è quello di cercare una risposta logica e plausibile alle domande che affliggono da sempre l'esistenza umana: "Chi siamo?", "Da dove veniamo?", "Perché esistiamo?" e, premesso che per noi Dio Esiste, "ci ha creato direttamente Lui?".
Sappiamo che esistono regole, comportamenti, dogmi e fedi che ci insegnano a vivere secondo schemi morali e tabù che ormai fanno parte della nostra cultura, del nostro rapporto con la società e del nostro modo di pensare, difficili da rimettere in discussione. Per questo, speriamo di poter presentare le nostre idee nel modo più comprensibile e chiaro possibile.
Grazie a Zecharia Sitchin - esperto di lingue semitiche e uno dei pochi studiosi capaci di decifrare le decine di migliaia di tavolette sumere in argilla riportanti la prima scrittura a caratteri cuneiformi ritrovate in Medio Oriente - e grazie a Peter Kolosimo archeologo che per primo negli anni '60 (e con coraggio) pose le basi dell'archeologia spaziale, oggi sappiamo che:
"Astronauti-scienziati, provenienti dal pianeta Nibiru 445.000 anni fà, giunsero sulla terra alla ricerca dell'oro (per salvare il loro pianeta dalla dissipazione della sua atmosfera). Il popolo sumero chiamava questi "alieni" Anunnaki, "Coloro Che dal Cielo Scesero sulla Terra". Essi ammararono in una delle distese d'acqua della Terra (nell'area del Golfo Persico) e sulla riva fondarono Eridu, "Casa Lontana".
Con il trascorrere del tempo l'insediamento iniziale si estese fino a diventare una Missione-Terra completamente autonoma, munita di un Centro di Controllo della Missione, di una stazione spaziale, di attività di estrazione mineraria e perfino di una stazione di passaggio su Marte.
A corto di mano d'opera, gli astronauti (che erano umanoidi) ricorsero alla manipolazione genetica per creare il Lavoratore Primitivo: l'Homo Sapiens. Fino a quel momento sulla Terra, c'era un ominide non intellettualmente sviluppato al quale gli Anunnaki aggiunsero parte del loro DNA alieno.
Dalla sesta tavoletta sumera riportata nel “Libro perduto del dio Enki", si evince che per affrontare il problema degli operai-Anunnaki, per l'estrazione del prezioso minerale qui sulla Terra, Enki (scienziato e capo biologo), riporta all'assemblea dei capi le sue ricerche su delle creature che popolavano l'Abzu (l'Africa sudorientale). Queste creature camminavano erette su due zampe usando gli arti anteriori come braccia ed erano provvisti di mani. La loro vaga somiglianza agli stessi Anunnaki fece addirittura esclamare Ninmah, capo medico e sorellastra di Enki (appartenente al grande Consiglio dei 12 Anunnaki più anziani), che anche i loro antenati, eoni prima, potevano essere stati come le creature terrestri!
Il figlio di Enki aveva analizzato "l'Essenza della Creazione" di queste scimmie-ominidi: riferendosi al DNA, notò che era simile alla loro catena di amminoacidi, intrecciata come due serpenti. Le similitudini erano così tante - dalla forma del DNA, all'atto della procreazione - che Enki ipotizzò l'inserimento di parte del loro codice genetico (alieno) tanto da dare a questa creatura la capacità di comprendere gli ordini per eseguire il lavoro al posto degli operai Anunnaki. E così crearono l'Adapa/Adamo: il Lavoratore Primitivo.
È importante sottolineare che gli scienziati Anunnaki pensarono di creare il lavoratore primitivo sperimentando prima la manipolazione genetica tra ominidi e animali. Nacquero così le "chimere": esseri ibridi animale-uomo. Solo dopo queste sperimentazioni, si resero conto che l'unica strada era la fusione tra il loro DNA alieno e quello umano.
A causa del Diluvio - che secondo gli studiosi avvenne tra gli 11.000 e i 13.000 anni fa, causato dal passaggio del pianeta Nibiru vicino alla Terra - si abbatté sul pianeta una calamità dalle conseguenze catastrofiche costringendo gli Anunnaki a ricostruire successivamente i loro insediamenti: solo allora assursero a dèi, civilizzando l'Umanità (anch'essa in fase di ripresa), insegnandole a venerarli. Ma, dopo 4000 anni si presentò una seconda calamità. Stavolta non era di origine naturale bensì nucleare: l'esito di rivalità e guerre scatenate dagli stessi Anunnaki e dai loro discendenti (ne è una prova la storia biblica di Sodoma e Gomorra).
Al riguardo basta leggere testi induisti di 5000 anni fa' come la Bagavad-Gita per capire che si tratta di guerre fra dèi su "carri volanti", peraltro illustrati come velivoli-astronavi.
Studiando i racconti biblici, alcuni archeologi e teologi sono giunti alla conclusione che le vicende della creazione di Adamo ed Eva, del Giardino dell'Eden, del Diluvio Universale e della Torre di Babele, si basano tutte indistintamente su testi redatti millenni prima in Mesopotamia dai sumeri. I racconti, incisi sulle tavolette d'argilla, citano in maniera esplicita la storia di questi esseri - gli dèi dell'antichità - come fonte a cui gli antichi popoli attinsero per tramandare sia le gesta di questi alieni, sia la loro interazione con la Terra e le sue forme di vita. Molti di questi eventi risalgono a un'epoca precedente l'inizio della civiltà stessa, antecedente perfino all'esistenza dell'Umanità. Molti di questi testi sumeri sono venuti alla luce dopo un secolo e mezzo di ricerche e scoperte archeologiche compiute fra le rovine delle antiche civiltà, in particolar modo nel Vicino Medio Oriente. Da queste ricerche si evince che i capi degli Anunnaki erano gli autori dei componimenti letterari. Ad esempio: alcune volte un capo Anunnaki fungeva da scriba come nel “Libro dei segreti di Thoth” (il dio egizio della conoscenza); talvolta egli stesso dettava a uno scriba prescelto (è il caso del testo Epopea di Erra); oppure, si limitava a raccontare alcuni "segreti degli dèi" come nell'Epica di Gilgamesh, o nel racconto di Atra Hasis. Anche secondo la Bibbia, Yahweh, il Signore degli dèi, consegnò i comandamenti nelle mani di Mosè sul Monte Sinai per il popolo da Lui prescelto.
È un dato di fatto che le tre principali culture antiche sono quella sumera, sviluppatasi nella regione dell'attuale Iraq, seguita dopo mille anni, da quella dell'Egitto faraonico e più tardi ancora, dalla civiltà della Valle dell'Indo, nel subcontinente indiano. Si sa inoltre che i Sumeri furono i primi a redigere gli annali e a mettere per iscritto racconti di dèi (alieni) e uomini, grazie ai quali tutti gli altri popoli successivi ereditarono i racconti della Creazione di Adamo ed Eva, di Caino e Abele, del Diluvio e della Torre di Babele divenendo racconti comuni a tutte le civiltà antiche, anche se con qualche variante.
L'esperienza di questi astronauti, interagendo con il ciclo vitale della Terra e con gli ominidi che la popolavano, portò i loro capi (Ea/Enki, Enlil e Ninharsag/Ninmah) a riflettere sull'esito delle loro scelte e su ciò che poteva o non poteva essere cambiato. Nacque la necessità di distinguere fra Fato e Destino, soprattutto rispetto alla consapevolezza, più volte menzionata da parte degli Anunnaki, dell'esistenza del "Creatore di Tutte le Cose" e "Padre del Principio" (confermando l'esistenza di Dio!).
Nelle considerazioni, il Fato (NAM.TAR) poteva essere fuorviato, mutato e interrotto ma non era prevedibile, mentre il Destino (NAM), che definiva le orbite planetarie, era ciclico, quindi determinato, immutabile e prevedibile.
I capi Enki ed Enlil, figli di Anu (il re del pianeta Nibiru), ponderarono filosoficamente su quanto era, in effetti, destinato e inevitabile (quindi volontà di Dio) e su ciò che era invece deciso dal Fato (quindi modificabile), sia come conseguenza di scelte (giuste o sbagliate), sia come libero arbitrio nei confronti delle creature terrestri. Quindi giunsero alla conclusione che:“ciò che era stato sarà ancora” e “le Prime Cose saranno le Ultime Cose", in quanto, il Destino poteva essere predetto in particolar modo se, come le orbite planetarie, era ciclico.
In conclusione, gli stessi Anunnaki si posero il problema se fosse giusto o sbagliato manipolare una forma di vita. Ma, una serie di vicissitudini fecero comprendere a questi astronauti-scienziati che esercitando il libero arbitrio essi erano padroni del loro stesso Fato (come pure del fato dell'Umanità) portandoli infine alla convinzione che fu proprio un "Destino Superiore" a determinare il corso degli eventi!
Un chiarimento sul pianeta Nibiru.
Per poter parlare di Nibiru è doveroso citare la storia che vede coinvolto questo pianeta e il sistema solare stesso.
Un testo in antico babilonese chiamato Enuma Elish (titolo preso dalle prime parole del racconto in questione che significa "Quando nell'alto") - oggi rinominato "l'Epica della Creazione" - racconta la storia del pianeta errante Nibiru che, vagabondando nello spazio, venne attratto dalle forze gravitazionali dei pianeti del sistema solare ancora non completamente formato. In origine, il sistema solare era costituito solo dal Sole, da Mercurio e da un pianeta di nome Tiamat (completamente ricoperto d'acqua).
Ed è così che inizia "l'Epica della Creazione" del nostro sistema solare. Il processo di formazione portò successivamente allo sviluppo di Marte e Venere fino ad arrivare alla formazione di Saturno, Giove, Urano, Nettuno e Plutone (che però non si trovava esterno a Nettuno bensì vicino a Saturno). Ma le loro orbite pur se avevano già preso una direzione antioraria erano ancora instabili: secondo la narrazione antica questi pianeti non avevano ancora un loro "destino" (ovvero un'orbita regolare intorno al sole). È in questa fase che il pianeta Nibiru – la cui direzione invece era in senso orario - viene attirato all'interno del sistema attraverso le forze gravitazionali di Nettuno. Nibiru subisce il distacco di una sua parte che si frantumò in 4 satelliti che iniziarono a girare intorno al pianeta stesso. Mentre Nibiru entrava sempre più all'interno del sistema solare, si avvicinò a Saturno destabilizzando e liberando l'orbita di Plutone facendolo spostare nella sua orbita attuale; i 4 satelliti - a causa della fortissima gravità di Saturno e Giove - si sgretolarono ulteriormente diventando 7 e causando il primo scontro con il "mostro d'acqua" Tiamat.
La descrizione dell'evento cosmico è così precisa che riesce a farci immaginare “il filmato” di questi momenti epici per il sistema solare e il pianeta Terra che di li a poco si sarebbe formato.
Infatti, l'avvicinarsi del grande Nibiru a Tiamat creò scariche elettromagnetiche. All'estremo avvicinamento dei due pianeti i satelliti si lanciarono come proiettili sul corpo di Tiamat squarciandola. Ormai le forze gravitazionali dei pianeti avevano dato a Nibiru una sua orbita stabile nel sistema solare tanto che, solo dopo un secondo passaggio, Tiamat venne colpita in pieno e spaccata definitivamente in due. Una parte formò il "bracciale martellato", ovvero l'attuale cintura di asteroidi tra Marte e Giove, l'altra parte venne spinta in un'orbita più vicina al sole e destinata a diventare il pianeta Terra. Anche Kingu, il satellite più importante di Tiamat, venne successivamente trascinato nell'orbita del nuovo pianeta Terra divenendo la Luna. Perfino gli altri satelliti che ruotavano intorno a Tiamat vennero sospinti fuori divenendo le comete che periodicamente ritornano nel sistema solare. Tutt'oggi gli studiosi si domandano come mai alcune comete seguono una traiettoria antioraria. Forse esse sono il risultato della spinta che Nibiru ha impresso nel suo passaggio?
Una considerazione: è incredibile pensare che già migliaia di secoli prima di Cristo, il popolo sumero avesse conoscenze astronomiche così specifiche e precise riguardo i pianeti del sistema solare, soprattutto perché è solo dal 1600-1700 d.C. Che, attraverso i telescopi, si sono scoperti tali pianeti!
Naturalmente, l'argomento è molto vasto e complesso. Se volete approfondire la storia degli astronauti-Anunnaki, vi consigliamo di leggere: "Il libro perduto del dio Enki" di Zecharia Sitchin, edizione Piemme e l'intera raccolta delle Cronache Terrestri, per sapere di più riguardo forme di vita aliene presenti nel passato remoto della Terra, consigliamo i libri di Peter Kolosimo "Terra senza Tempo" (edizioni Sonzogno-tascabili) e "Non è terrestre" (ed. Mondadori).
Concludiamo con due considerazioni riguardo gli Anunnaki e la religione.
La prima è riguardo la figura di Yahweh.
Dalla Bibbia (Antico Testamento) si legge: "...e siano pronti per il terzo giorno; poiché al terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai, al cospetto di tutto il popolo." (Esodo 19,11).
Yahweh atterrò sul Monte Sinai a bordo di un oggetto chiamato dalla Bibbia Kabod (o Kavod) e che aveva l'aspetto di un "fuoco divoratore" (Esodo 24,11); il profeta Ezechiele descrisse il Kabod (solitamente tradotto con "gloria", ma che letteralmente in sumero significa "la cosa pesante") come un veicolo luminoso e radiante, equipaggiato di ruote entro altre ruote.
Come abbiamo scritto in precedenza, i racconti biblici si basano tutti su testi redatti millenni prima in Mesopotamia, in particolar modo sui Sumeri che citano in maniera esplicita gli scritti degli Anunnaki. Per questo tutte le civiltà successive (Assiri, Babilonesi, Egiziani ecc.) discendono dalla civiltà Sumera e avendo quindi acquisito i loro racconti come testi sacri da custodire, ci domandiamo: è possibile pensare che Yahweh abbia a che fare con le storie degli Anunnaki??
Per inciso: gli Anunnaki hanno lavorato per secoli (precisamente 144.000 anni terrestri) sulla Terra, in quanto 1 anno (chiamato shar) nel loro pianeta corrisponde a 3600 dei nostri anni! Quindi, la lunga vita degli Anunnaki per noi umani è infinita (per quanto anche loro sono comunque mortali!).
Allora, non ci stupisce che in Esodo 19,5 Yahweh parli del popolo d'Israele come una "speciale proprietà" perché già millenni prima, gli esseri umani erano al servizio degli Anunnaki!
Sappiamo che questa storia può sembrare la premessa per un film di fantascienza (anzi, ci meravigliamo che ancora non sia stata oggetto di un film holliwoodiano). Anche per noi mentre la leggevamo ci sembrava di vedere Guerre Stellari se non fosse che le prove esistono, sono state studiate per molti anni da ricercatori di tutto il mondo (anche se non sono state pubblicizzate). Inoltre si sa: la realtà a volte supera la fantasia!
Comunque c'è da sottolineare che questi alieni conoscevano l'esistenza di Colui che oggi tutti noi chiamiamo Dio ("il Padre del Principio e Creatore di Tutte le Cose").
E questa è la nostra seconda considerazione: se gli Anunnaki hanno creato noi da una "provetta", esiste un Dio (la cui Unicità è quella di Esistere da sempre e che non è mai stato creato) che ha generato anche loro! E come loro, Egli ha generato infinite altre forme di vita.
Siamo convinti quindi che noi esseri umani non siamo una "creazione diretta" di Dio (ciò spiega perché tante ingiustizie e sofferenze in questo mondo).
Ma Dio non lascia sole nessuna delle sue creature (anche se indirette).
Infatti, nel credo delle varie religioni sono presenti figure di "Esseri eletti e Santi" che, nei secoli, hanno avuto la funzione di guidare gli uomini verso il vero Dio. Ne sono un esempio Gesù per i cristiani, Maometto per i musulmani, Buddha per gli orientali. La funzione di questi Santi è stata quella di portarci da Dio "il Creatore di Tutte le Cose" e di dissipare la confusione creata ancestralmente da questi cosmonauti spaziali che si spacciavano per dèi.
Questi "Santi Esseri", accettando la Parola di Dio, hanno portato all'umanità la possibilità di far parte della Sua Creazione, di affiliarci e quindi permetterci di avere l'immortalità attraverso lo Spirito che solo Dio può elargire e che gli Anunnaki non erano in grado di dare alle scimmie-ominidi che loro stessi hanno modificato geneticamente. Semmai, il grave peccato “originale” generato (pur se per esigenze di sopravvivenza) è stato quello di dare una coscienza del Se ad una forma di vita animale ancora in evoluzione!
Noi crediamo che gli ominidi avrebbero comunque avuto un'evoluzione fisiologica - che è stata accelerata dagli Anunnaki - ma che avrebbe impiegato maggior tempo nel suo sviluppo.
La nostra è una ricerca della Verità e per quanto assurda o inconcepibile possa essere, lo spirito di un uomo di fede è di essere libero da preconcetti. Siamo convinti che la Verità sia appannaggio tanto della religione quanto della scienza e che entrambe dovrebbero collaborare e non osteggiarsi. Ci piace avere un approccio che non sia solo di fede ma che abbia anche una linea scientifica che continueremo a percorrere visto che la nostra ricerca non è finita bensì è appena cominciata.
E. Toti Pinto e B. Lunè